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La perdita di una persona cara è senz’altro un evento stressante nella vita di un individuo che può inoltre portare a un peggioramento dello stato di salute della persona oltre che del suo benessere psico-fisico (ad es., perdita di appetito e del desiderio sessuale; depressione; aumento del consumo di alcol).

 

Superare un lutto

Si deve a John Bowlby (1980), che per molto tempo si concentrò sullo studio della costruzione e della rottura dei legami affettivi identificò, la comprensione di molti dei fenomeni che compaiono dopo la perdita di una persona cara. La reazione alla morte di una figura significativa sembra, almeno in una fase iniziale, del tutto sovrapponibile a quella che si avrebbe nel caso di una separazione improvvisa e temporanea.

Sebbene la separazione sia un evento molto comune tra gli animali, la morte di un altro significativo risulta statisticamente meno frequente così che, non riuscendo a distinguere un’assenza per morte da una per separazione, risulta difficile disattivare quei meccanismi che controllano le reazioni da separazione e che hanno la funzione adattiva di favorire proprio il riavvicinamento alla persona amata.

 

Come affrontare un lutto

Il lutto è un processo naturale costituito da una serie di reazioni psicologiche, comportamentali, sociali e fisiche legate a un’esperienza personale di perdita. La morte di una persona cara comporta inizialmente un momento di stordimento e di incredulità (choc) che solitamente dura da alcune ore a una settimana e in taluni casi può durare anche molto più a lungo. Durante questo periodo la persona non riesce quasi a comprendere quanto sia accaduto, c’è una difficolta a prendere consapevolezza emotiva (razionalmente si sa) del fatto che la persona significativa sia perduta per sempre.

 

Le fasi del lutto

Bowlby (1982) individua 4 fasi del lutto con una durata e un’intensità variabile anche alla luce di differenze individuali legate alla specifica perdita:

  • Fase di disperazione acuta – caratterizzata da stordimento e protesta, è generalmente in questa che la persona reagisce con un forte, se non violento, rifiuto della perdita.
  • Fase d’intenso desiderio e di ricerca della persona deceduta – fase che normalmente dura da alcuni mesi ad alcuni anni.
  • Fase di disorganizzazione e di disperazione — momento in cui l’individuo entra in contatto con il dolore profondo della perdita e, per certi versi, ne è ‘risucchiato’
  • Fase di riorganizzazione — gli aspetti acuti del dolore cominciano a ridursi e la persona comincia a ‘riaffacciarsi’ alla vita, alla progettualità e alle emozioni positive.

 

Come superare un lutto

Tendenzialmente l’essere umano ha la capacità di accettare e superare la morte di una persona cara e passare da un amore in presenza a un amore in assenza. Quando affrontiamo un lutto, normalmente siamo capaci di entrare in uno stato di accettazione entro circa 18 mesi, ovvero il ritorno a una situazione confrontabile alla fase pre-lutto con un miglioramento del tono dell’umore e con un abbassamento delle problematiche psicosociali (Bonanno et al., 2002).

D’altronde nel caso di lutto complicato l’impossibilità di accettare il significato emotivo della perdita relazionale fa si che l’elaborazione viene interrotta, profondamente rallentata o cristallizzata. Conseguentemente, il disagio o il dolore emotivo che accompagna normalmente ogni lutto, può ampliarsi fino ad assumere forme psicopatologiche, anche se non sempre il lutto complicato esita nel lutto patologico.

Nel caso di difficoltà di elaborazione del lutto, è pero sempre importate ricorrere a un supporto psicologico e/o a un intervento psicoterapeutico mirato, in particolare se la persona affronta un lutto complicato. In questo caso sono particolarmente indicati interventi cognitivo comportamentali, l’EMDR e/o la Terapia Sensomotoria.

 

Fonte: Onofri A., & La Rosa C. (2015). Il lutto. Psicoterapia cognitivo evoluzionista e EMDR. Giovanni Fioriti Editore

 

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