Omosessualità e terapia riparativa: gay e lesbiche vanno curati?

Omosessualità e terapia riparativa: gay e lesbiche vanno curati?

Vediamo di fare chiarezza.

Le persone omosessuali e bisessuali vanno curati?

No. Non ci può essere una cura. Perché? Semplice. L’omosessualità (omoaffettività) non è una malattia; è solo una variante dell’orientamento sessuale .Tutti coloro che affermano il contrario, si basano su pregiudizio, stereotipo, disinformazione, ignoranza.

Essere gay/lesbica è normale?

, l’omosessualità è assolutamente normale ed è sempre esistita – gli antropologi riportano che donne lesbiche e uomini gay sono sempre esisti e hanno fatto (e fanno) parte di ogni cultura così come di ogni classe socioeconomica, razza e etnia.

L’omosessualità e la bisessualità sono malattie mentali?

No. Gli studi hanno dimostrato che l’orientamento sessuale di un individuo non ha nessuna rilevanza con la salute mentale o la stabilità emotiva di una persona.

Tutte le principali organizzazioni di salute mentale, infatti, sono d’accordo nell’affermare che l’omosessualità non è una malattia. D’altronde, quando forzati a non rivelare o ad esperire fino in fondo la propria identità (non fanno coming-out), una persona omosessuale può andare incontro a sofferenza psichica; questa però è frutto della società omofobica e del minority stress e non dipende dall’orientamento sessuale: il problema è il pregiudizio, lo stigma e la discriminazione e non l’omosessualità.

Che cosa è Narth?

Che cosa sono le ‘terapie ripartire, le ‘di conversione’ e le ‘di riorientamento’?

Narth è l’acronimo di National Association for Research and Therapy for Homosexuality (Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità). Fondata, fra altri, da Joseph Nicolosi e Charles Socarides nel 1992, è uno dei principali gruppi che, partendo dal presupposto che l’omosessualità sia una condizione patologica, cerca di ‘convertire’ le persone omosessuali in eterosessuali. Queste ‘terapie’ costituiscono una sedicente forma di psicoterapie avvolta a ‘cambiare’ l’orientamento da omosessuale a eterosessuali partendo dal preludio che l’omosessualità sia una patologia e che l’eterosessualità si ala ‘meta naturale’ dello sviluppo psicosessuale. Queste ‘terapie’ sono chiaramente basate su premesse ideologiche-religiose e non cliniche-scientifiche. Come dimostrato dagli studi empirici, non solo non ottengono il risultato voluto, ma possono causare gravi danni all’individuo. Pertanto queste ‘terapie’ sono state bandite dalle più autorevoli organizzazioni internazionali per la salute mentale.

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Fonti

  • Lingiardi, V. (2007), Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale. Il Saggiatore, Milano.