Omofobia e minority stress

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Che cosa è l’omofobia?

Per omofobia si intende il disagio, la svalutazione e l’avversione, su base psicologico-individuale e/o ideologico-collettivo, nei confronti delle persone omosessuali e dell’omosessualità stessa. Sistema di credenze e stereotipi che rendono giustificabile e plausibile la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Prevede anche usi di un linguaggi o slang offensivo per le persone gay/lesbiche.

  • Gay bashing: termine anglosassone per indicare i ‘pestaggi gay’; può indicare anche altri tipi di aggressione omofobica quale quella verbale, psicologica o istituzionale.

Che cosa è l’omofobia interiorizzata?

Che cosa è l’omofobia interiorizzata?

Per omofobia interiorizzata si intende l’insieme di sentimenti e atteggiamenti negativa (dal disagio al disprezzo) che una persona omosessuale può provare (più o meno consapevolmente) nei confronti della propria (e altrui) omosessualità. Le caratteristiche ascrivibili all’omofobia interiorizzata sono:

  • Scarsa accettazione e stima di sé (può raggiungere la forma dell’odio di Sé)
  • Sentimenti di incertezza, inferiorità e vergogna
  • Incapacità di comunicare agli altri il proprio orientamento sessuale (difficoltà con il fare coming out sia con se stessi che con altri) -viene così ‘sacrificata’ , ‘repressa’, ‘soffocata’ almeno parte della propria identità global: non si è se stessi al 100% con inevitabili conseguenze sul piano psico-fisico
  • Convinzione di essere rifiutati a causa della propria omosessualità
  • Identificazione con gli stereotipi denigratori

Che cosa si intende per minority stress?

Il termine minority stress (stress delle minoranze) viene utilizzato per indicare l’insieme dei disagi psicologici dovuti all’appartenenza a una minoranza. Usata in riferimento alle persone omosessuali, si fonda sull’assunto per cui lo sviluppo psicologico della maggior parte delle persone omosessuali è segnato da una dimensione di stress continuo, conseguenza di ambienti ostili o indifferenti, episodi di stigmatizzazioni, casi di violenza.

Per Ilan Meyer (1995), il minority stress si comprende di tre dimensioni:

  1. Omofobia interiorizzata (atteggiamento negativo e conflittuale che, più o meno consapevolmente, la persona omosessuale ha verso le proprie fantasie e desideri omoerotici);
  2. Stigma percepito (quanto maggiore è la percezione del rifiuto sociale, tanto maggiori saranno la sensibilità all’ambiente, il livello di vigilanza relativo alla paura di essere ‘identificato’ come gay o lesbica, l’adottare strategie difensive inadeguate);
  3. Esperienze vissute di discriminazioni e violenza (con caratteristiche traumatiche acute e/o croniche).

Fonti

  • Lingiardi, V. (2007), Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale. Il Saggiatore, Milano.

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