Disturbi Bipolari: disturbo ciclotimia, disturbo bipolare I e disturbo bipolare II

I Disturbi bipolari sono caratterizzati da un’alternanza dell’umore che, nei casi più gravi, varia da importanti forme di Depressione ad estremi di euforia di tipo maniacale. Esse sono a carattere ricorrente.

I disturbi bipolari si suddividono in tre categorie generali:

  • Disturbo bipolare I
  • Disturbo bipolare II
  • Disturbo ciclotimico

La caratteristica essenziale del Disturbo bipolare I è la presenza di uno o più episodi maniacali o episodi misti. La ciclicità del disturbo bipolare ha un’ampia variabilità in quanto gli episodi di mania possono alternarsi a episodi depressivi con l’interposizione di periodi di benessere (eutimia o normotimia) oppure si verifica un ciclo continuo di malattia (il passaggio dalla forma maniacale a quella depressiva e, viceversa, avviene senza l’interposizione di un periodo di eutimia). Con l’aumentare del numero degli episodi, che di solito è in relazione all’aumento di età, la durata di ogni ciclo (l’intervallo di tempo che intercorre tra un episodio e quello successivo) tende a ridursi con conseguente diminuzione dei periodi di benessere.

L’incidenza nel corso della vita è del 1,2%.

L’episodio maniacale è un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo irritabile a cui si affiancano sintomi tipici quali:

  • Autostima ipertrofica o grandiosa
  • Diminuito bisogno di sonno (per es., sentirsi riposato dopo solo 3 ore di sonno)
  • Maggiore loquacità de solito, oppure spinta a continuare a parlare
  • Distraibilità (l’attenzione è troppo facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti)
  • Aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale), oppure agitazione psicomotoria
  • Eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati, ecc.)

Un episodio misto è caratterizzato da un periodo di tempo durante il quale risultato soddisfatti i criteri sia per l’episodio maniacale che per l’episodio depressivo maggiore.

Il Disturbo bipolare II è caratterizzato da uno o più episodi depressivi maggiori accompagnati da almeno un episodio ipomaniacale. In questo caso, quindi, si verifica un aumento del tono dell’umore e i sintomi tipici dell’episodio maniacale che però non arrivano mai a compromettere l’attività lavorativa e i rapporti interpersonali.

L’episodio ipomaniacale è definito come un periodo distinto durante il quale è presente un umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile.

I sintomi caratteristici sono:

  • Autostima ipertrofica o grandiosa
  • Diminuito bisogno di sonno (per es., sentirsi riposato dopo solo 3 ore di sonno)
  • Maggiore loquacità o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente
  • Distraibilità (l’attenzione è facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti)
  • Aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale), oppure agitazione psicomotoria
  • Eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati, ecc.)

I Disturbi ciclotimici sono caratterizzati da un’alterazione cronica e fluttuante dell’umore e da numerosi periodi con sintomi ipomaniacali che si producono per almeno due anni. L’incidenza varia tra 0,4 e 3,5%. Pur non grave quanto il disturbo bipolare, in genere causa comunque difficoltà interpersonali, sociali e lavorative.

L’episodio ipomaniacale è definito come un periodo distinto durante il quale è presente un umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile.

I sintomi caratteristici sono:

  • Autostima ipertrofica o grandiosa
  • Diminuito bisogno di sonno (per es., sentirsi riposato dopo solo 3 ore di sonno)
  • Maggiore loquacità o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente
  • Distraibilità (l’attenzione è facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti)
  • Aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale), oppure agitazione psicomotoria
  • Eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati, ecc.)

Articolo originariamente pubblicato su La Mia Psicologia, un progetto a cura della Dr.ssa Sara Dell’Aria Burani.
Autore: Dell’Aria Burani S., Psicologo a Milano & Pasinetti M., Psicologo a Roma.