Coming out e outing

I termini anglosassoni coming out e outing vengono spesso confusi in Italia (anche da gay e lesbiche!) e, sebbene entrambi abbiano a che fare con la rivelazione dell’omosessualità (o bisessualità) di una persona, ciò che cambia è la volontà o meno di quest’ultima di rivelare questo proprio aspetto identitario.

Coming out, infatti, è l’abbreviazione dell’espressione ‘coming out of the closet’ (letteralmente, uscire dal ripostiglio o dall’armadio) ovvero uscire allo scoperto (di una supposta o fittizia eterosessualità) e definisce l’atto volontario e consapevole di rivelare la propria omosessualità o bisessualità agli altri o a se stessi.

In particolare, per coming out interiore si intende il percorso di prendere atto della propria omosessualità ed accettarsi, mentre con l’espressione coming out esterno si definisce il gesto volontario e consapevole di rivelare la propria omosessualità agli altri.

Il termine outing, invece, indica la rivelazione pubblica dell’omosessualità (o bisessualità) di una persona attuata contro la sua volontà e/o senza il suo consenso. Il termine ‘outing’ si rifà quindi all’espressione ‘coming out of the closet’ ed è stato coniato prendendo il verbo inglese ‘to come’ (venire fuori / uscire allo scoperto), trasformandolo in verbo transitivo (‘to out’); da qui il termine ‘outing’.

In sintesi, per outing si intende ‘buttare fuori’ (dall’armadio di una supposta o fittizia eterosessualità), mentre per coming-out si intende ‘venire fuori, uscire’, dichiarandosi gay/lesbica/bisessuale.

E’ chiara dunque la profonda differenza dei due casi:

  • Il coming-out sottintende una scelta
  • L’outing è una rivelazione fatta da altri e ad altri che la persona in questione subisce contro la sua volontà o comunque senza avere dato il proprio permesso

Effetti del coming out (e dell’outing): che fare?

Il coming out rappresenta un passo molto importante per chiunque abbia un orientamento sessuale non eterosessuale. Studi empirici dimostrano, infatti, che l’accettazione e l’integrazione dell’identità omosessuale (o bisessuale) all’interno della propria vita favorisce il benessere personale e la salute mentale e fisica; senza di esso, la persona si priva dei benefici derivanti dal condividere apertamente la propria vita.

D’altronde, a causa dell’omofobia e dei pregiudizi e dell’ignoranza intorno a queste tematiche, l’identità omosessuale è spesso ‘scomoda’ così che generalmente, almeno per un certo periodo di tempo, la persona può faticare a prendere atto della propria omosessualità/bisessualità, accettarsi e arrivare ad identificarsi come gay/lesbica/bisessuale, prima di tutto con se stessa (coming out interiore) e, poi, a rivelarlo volontariamente e in modo consapevole agli altri (coming out esterno). La persona può avere difficoltà e provare alti livelli di ansia, preoccupazione, paura e frustrazione in diversi ambiti della propria vita, quali:

  • Lavorativo (ad esempio, mentire su di sé per il timore di essere licenziati e/o subire mobbing)
  • Amicale (non rivelare la propria omosessualità/bisessualità ad amici per il timore di essere respinti)
  • Familiare (ad esempio, per paura che questi non lo amino più, o addirittura che ci siano ripercussioni più pesanti a livello del sostegno economico se non per il timore di subire delle violenze)

Una volta avvenuto, il coming out, proprio o di una persona cara, non di rado causa, come minimo, un grosso choc: si pensi alla confusione e alla paura che può provare una ragazzina che comincia a provare attrazione e innamoramento per la compagna di banco; si immagini la preoccupazione di un genitore per il benessere del figlio, in quanto membro di una minoranza fortemente stigmatizzata; si pensi alle tensioni e confusione che può creare la rivelazione delle propria omosessualità da parte di un uomo sposato con una donna e padre di famiglia; ecc. )

Queste situazioni implicano spesso forte emotività (rabbia, vergogna, colpa, tristezza, delusione, paura, ansia ecc.) abbinata a una sensazione di essere spaesati e persi (“Non so più chi sono”; “Non conosco più mia figlia”; “Non so più chi è mio padre”; ecc.) che porta a sua volta ulteriori stati emotivi difficilmente gestibili, oltre che a volte comportamenti estremi (ad es., il genitore che butta fuori casa il figlio dopo il coming out di quest’ultimo).

Per quanto riguardo l’outing invece, capita a volta di poterne essere stati oggetto e, in questo caso, si vive spesso un senso di intrusione e violazione oltre che di impotenza

Nella fase di pre-coming out così come nella fase di assestamento post-coming out può rivelarsi utile affidarsi ad un professionista per attraversare e superare questo momento di forte impatto psicologico ed emotivo al fine di trasformarlo in un’occasione di arricchimento, di crescita e di forza.

Risorse utili: video, libri e link

Qui di seguito, un elenco e breve descrizione di alcune risorse (DVD, siti internet, pdf) che possono fornire un’iniziale guida a chi sta affrontando un coming out – proprio o di una persona cara (figlio/a, amico/a, fratello, sorella, genitore, ecc.). Per segnalare ulteriori risorse, inviare un’email con indicazioni e/o materiale così da potere essere vagliato e, eventualmente, aggiunto.

Risorse utili per Gay e lesbiche

Risorse utili per genitori di gay, lesbiche, transessuali

Risorse utili per Adolescenti

  • Nessuno uguale: adolescenti e omosessualità (1998): documentario prodotto dalla Provincia di Milano e da AGEDO al fine di “…nasce dalla necessità di far fronte al profondo isolamento e al disagio vissuto dagli adolescenti che si trovano di fronte a un’identità quasi sempre oggetto di silenzio e di giudizio. Nel film la parola è ai ragazzi: le intense testimonianze si alternano al lavoro di un gruppo di studenti delle superiori, gay ed etero insieme […] Un lavoro rivolto ai giovani, e nel contempo uno strumento di conoscenza ricco di spunti, prezioso per i genitori, gli insegnanti, gli educatori e per tutti coloro che vogliono avvicinarsi senza pregiudizi alla meravigliosa varietà delle persone.”

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